21 April 2014

Un cerchio che si chiude con le Bucoliche

Gabriella Sica traduce una poesia-traduzione di Seamus Heaney dalle Bucoliche. Conclude così il ciclo tornando alla prima delle 7 più amate, sempre di Virgilio.

Seamus Heaney

Virgilio: Egloga IX

 

Lìcida

Tempi brutti. Pure la nostra poesia, la nostra sola

Consolazione, ci è stata quasi confiscata. E Menalca stesso

Quasi tra gli scomparsi. Chi scriverà poesie

In lode delle ninfe? Chi inni alla terra

Perché crescano le erbe e i fiori, e le sorgenti

Siano ombreggiate dal verde? Chi canterà la poesia

Che ho ascoltato in silenzio l’altro giorno

E ho imparato a memoria mentre tu la cantavi

Andando da Amarilli, la donna che tutti amiamo?

Fa così: “O ti prego, cura le mie caprette

Titiro, finché non torno. Non starò per molto via.

Falle pascolare e bere, e attento

Che un caprone con le corna non vi dia l’assalto”.

 

Meri

E c’era poi quel canto che non ha mai finito,

Rivolto a Varo, su un coro di cigni

Che portava alle stelle il suo nome: “purché Mantova

Sopravviva, Mantova troppo vicina alla povera Cremona”.

 

Lìcida

E se hai qualche poesia da intonare, comincia ora

Così che le tue api sciamino lontano dai tassi

E le tue mucche rinvigoriscano tra il trifoglio, i capezzoli pendenti

E le mammelle rigonfie. Le muse Pieridi

Anche di me hanno fatto un poeta, anche io ne ho di canti,

E la gente in paese mi chiama il bardo,

Ma non ne sono sicuro: finora non ho composto niente

Che Vario e Cinna riterrebbero degno.

Sono un’oca che strepita tra cigni dal dolce canto.

 

Seamus Heaney, Virgilio: Egloga IX (da Electric Light, Mondadori, 2003)

 

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Gabriella Sica