21 April 2014

Un cerchio che si chiude con le Bucoliche

Gabriella Sica traduce una poesia-traduzione di Seamus Heaney dalle Bucoliche. Conclude così il ciclo tornando alla prima delle 7 più amate, sempre di Virgilio.

Seamus Heaney

Virgilio: Egloga IX

 

Lìcida

Tempi brutti. Pure la nostra poesia, la nostra sola

Consolazione, ci è stata quasi confiscata. E Menalca stesso

Quasi tra gli scomparsi. Chi scriverà poesie

In lode delle ninfe? Chi inni alla terra

Perché crescano le erbe e i fiori, e le sorgenti

Siano ombreggiate dal verde? Chi canterà la poesia

Che ho ascoltato in silenzio l’altro giorno

E ho imparato a memoria mentre tu la cantavi

Andando da Amarilli, la donna che tutti amiamo?

Fa così: “O ti prego, cura le mie caprette

Titiro, finché non torno. Non starò... >>

Gabriella Sica
19 April 2014

Sereni e la morte che tutto dissigilla

Buona Pasqua con la poesia che oggi ci consiglia Gabriella Sica, "Le sei di mattina" di Vittorio Sereni

Le sei del mattino

 

Tutto, si sa, la morte dissigilla.

E infatti, tornavo,

malchiusa era la porta

appena accostato il battente.

E spento infatti ero da poco,

disfatto in poche ore.

Ma quello vidi che certo

non vedono i defunti:

la casa visitata dalla mia fresca morte,

solo un poco smarrita

calda ancora di me che più non ero,

spezzata la sbarra

inane il chiavistello

e grande un'aria e popolosa attorno

a me piccino nella morte,

i corsi l'uno dopo l'altro desti

di Milano dentro tutto quel vento.


 

Vittorio Sereni

(da Gli strumenti umani, 1965, ora in Poesie e prose, a cura di Giulia Raboni, Oscar Mondadori, 2013)

Gabriella Sica
18 April 2014

L'arte di perdere non è difficile

Una delle più belle poesie di Elizabeth Bishop nella versione di Gabriella Sica

Una sola arte

 

 

 

L’arte di perdere non è difficile da imparare;

così tante cose sembrano aspettare

di essere perse, che perderle non è un disastro.

Ogni giorno perdi qualche cosa. Accetta l’ansia

di chiavi perdute, di un’ora spesa male.

L’arte di perdere non è difficile da imparare;

allora impara a perdere di più, a perdere

più in fretta:

luoghi e nomi e dov’è che avevi in mente

di andare. Non sarà mai un disastro.

Ho perso l’orologio di mia madre. E guarda!

l’ultima

o la penultima di tre amate case ho perso.

L’arte di perdere non è difficile da... >>

Gabriella Sica
17 April 2014

Noi nostri fiori, voi vostre parole

Tra le 7 poesie più amate Gabriella Sica ci fa leggere La grande aspirazione di Giovanni Pascoli

La grande aspirazione

 

Un desiderio che non ha parole

v’urge, tra i ceppi della terra nera

e la raggiante libertà del sole.

 

Voi vi torcete come chi dispera,

alberi schiavi! Dispergendo al cielo

l’ombra de’ rami lenta e prigioniera

 

e movendo con vane orme lo stelo

dentro la terra, sembra che v’accori

un desiderio senza fine anelo.

 

– Ali e non rami! piedi e non errori

ciechi di ignave radiche! – poi dite

con improvvisa melodia di fiori.

 

Lontano io vedo voi chiamar con mite

solco d’odore; vedo voi lontano

cennar con fiamme piccole, infinite.

 

E l’uomo,... >>

Gabriella Sica
16 April 2014

Le 7 poesie più amate

Il pensiero di Emily Dickinson in una delle sue belle poesie nella versione di Gabriella Sica

709

 

Pubblicare – è la vendita all’Asta

Della Mente di un Uomo –

La Povertà – può giustificare

Una cosa tanto infima

Forse – ma Noi – preferiremmo

Andare dalla Nostra Soffitta

Bianchi – al Bianco Creatore –

Che investire – sulla Nostra Neve –

Il pensiero appartenga a Chi lo donò –

Poi – a Chi porta

La sua illustrazione Corporale – Metti

Pure l’Aria Regale –

Nel Pacchetto – Sii Mercante

Della Grazia Celeste.

Ma non imporre allo Spirito Umano

La Vergogna di un Prezzo –

 

Emily Dickinson

(traduzione di Gabriella Sica dal suo libro Emily e le Altre. Con 56 poesie di Emily Dickinson, Roma, Cooper, 2010)

Gabriella Sica
15 April 2014

Le 7 poesie più amate

Gabriella Sica ci propone oggi la prima poesia dal Canzoniere di Petrarca

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono

di quei sospiri ond’io nudriva ’l core

in sul mio primo giovenile errore

quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono:

 

del vario stile in ch’io piango et ragiono,

fra le vane speranze e ’l van dolore,

ove sia chi per prova intenda amore,

spero trovar pietà, nonché perdono.

 

Ma ben veggio or sì come al popol tutto

favola fui gran tempo, onde sovente

di me medesmo meco mi vergogno;

 

et del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto,

e ’l pentérsi, e ’l conoscer chiaramente

che quanto piace al mondo è breve sogno.

 

Francesco Petrarca

(I, dal Canzoniere)

Gabriella Sica
14 April 2014

Le 7 poesie più amate

Gabriella Sica inizia la sua settimana con una sua traduzione inedita dalla prima ecloga delle Bucoliche di Virgilio

Melibeo

Titiro, te ne stai all’ombra di un grande faggio

a provare sul tuo esile zufolo un canto silvestre,

noi abbandoniamo la terra dei padri e gli amati campi,

noi in fuga dal nostro paese: e tu Titiro sereno nell’ombra

insegni ai boschi tutti a risuonare del nome di Amarilli.

 

Titiro

Melibeo, un dio mi ha donato questa pace.

Infatti per me non sarà sempre altri che un dio:

spesso il suo altare insanguinerà un agnello del mio ovile.

Come vedi egli permette agli animali di pascolare

e a me di cimentarmi come desidero nella poesia.

 

Melibeo

Non ti invidio certo,... >>

Gabriella Sica