9 November 2016

Somiglianze compie quarant'anni

Lo festeggiamo con le parole che Dario Bellezza dedicò al giovane poeta Milo De Angelis un anno prima dell'uscita, e con tre poesie meravigliose

“Il poeta si chiama Milo De Angelis ed è un grande poeta. Ha la capacità esistenziale ed espressiva di esserlo. La sua poesia intanto è intelligente: voglio dire cioè che al contrario di molti che scrivono in Italia anche delle belle poesie , dei bei versi che risuonano però su un campo emotivo e intellettuale poverissimo, questi versi di Milo De Angelis sono perdutamente reali, limpidamente intelligenti. 

Sembra di toccare con mano il cervello o il pensiero del poeta che palpita dietro le sue immagini vitali e tutte conquistate alla grazia del momento in cui sono state scritte sì la vita e i suoi processi intorno alla coscienza infelice di un adolescente cresciuto troppo in fretta, con il suo male, la sua disperazione, ma anche la bellezza di esprimere, liberandosi, la fortuna di essere poeta, cioè privilegiato. Milo De Angelis ha la coscienza di essere poeta, al contrario di molti suoi coetanei che credono l’esercizio della poesia non tragico, o sublime, ma solo parodistico e ignobilmente arreso alla prassi di una carriera letteraria.”

 

Questo frammento appartiene alla prima recensione alla poesia di Milo De Angelis, la scrisse Dario Bellezza sul giornale “il Mondo” per i testi usciti su L’Almanacco dello Specchio.  Era il 1975, un anno dopo sarebbe uscito Somiglianze nella celebre collana La fenice di Guanda, un grande esordio dell’ultimo ‘900, capace di essere subito lampo, imporsi e restare. Milo ha appena 25 anni, eppure Somiglianze è già la definitiva opera prima che racchiude potenti i nodi che intrecceranno la trama dell’opera successiva. E soprattutto già brilla intera la voce di Milo De Angelis, la cadenza inconfondibile del suo verso, la densità colloquiale e oracolare, il suo uso della prima persona plurale del verbo, la domanda aperta.

La generazione precedente, quella dei coetanei, e tutte le generazioni successive hanno attraversato le pagine di Somiglianze che oggi compie 40 anni, domani alle 20:00 alla Casa della poesia, (Laboratorio Formentini per l’editoria, Via Formentini 10) si festeggiano questo questo libro e la sua durata, ne parleranno Alberto Bertoni, Angelo Lumelli, Roberto Mussapi, Giancarlo Pontiggia, Luigi Tassoni, amici e poeti, compagni di viaggio, giovani autori che hanno sentito l'importanza di un'opera tra le più vive e presenti nella poesia del nostro tempo leggeranno e commenteranno una poesia. E per tutti i presenti ci sarà un omaggio. 

 

LA SOMIGLIANZA

 

Era

nelle borgate, camminando in fretta

quell’assolutamente

oltre

che dai libri  usciva nella storia

radendo le bancarelle, d’estate.

Domanderemo perdono

per avere tentato, nello stadio,

chiedendogli di lanciare un giavellotto

perché ritornasse l’infanzia.

Non si poteva

ma la somiglianza era noi

nell’immagine di un altro, ravvicinato, nel sole

volevamo trattenere il nostro senso

verso lui

in un gesto da rivivere: chi poteva sancire

che tutto fosse al di qua?

 

Prese la rincorsa, tese il braccio

 

*

 

VERSO UN LUOGO

 

Essere primi senza secondi

di sera, sulla neve, con lo sguardo

sempre più orizzontale in lontananza, non è mai

previsto ritornare

in questo condividere senza divisione, istante

immotivato:

innocente e infedele, perché lì non c’è

sosta e manca soltanto un passo

per giungere all’inizio.

Chiunque entri

verrà riconosciuto, con amore.

 

 

*

 

LA LUCE SULLE TEMPIE

 

Che strano sorriso

vive per esserci e non per avere ragione

in questa piazza

chi confida e chi consola di colpo tacciono 

è giugno, in pieno sole, l’abbraccio nasce 

non domani, subito

 

il pomeriggio, i riflessi

sui tavoli del ristorante non danno spiegazioni 

vicino alle unghie rosse

coincidono con le frasi

questa è la carezza

 

che dimentica e dedica

mentre guarda dentro la tazzina le gocce 

rimaste e pensa al tempo

e alla sua unica parola d’amore: «adesso».

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Isabella Leardini