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Sabato 6
Settembre
Ore 11:00
Tiziano Fratus
presenta i progetti delle Edizioni Torino Poesia
 
Le Edizioni Torino Poesia
nascono dalla fucina di attività della direzione delle associazioni che
collaborano alla direzione del Festival Torino Poesia e
rappresentano un organismo articolato, capace di dare totale fiducia alle
potenzialità della poesia contemporanea, di promuovere la nuova poesia non
soltanto attraverso il festival e le iniziative di incontro e diffusione,
di scommettere sul nuovo, di dare corpo alla scrittura, pubblicare volumi
di poeti giovani e vitali. |
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Sabato 6
Settembre
Ore 11:40
Isabella Vicentini e
Milo De Angelis presentano:
Il
libro, con prefazione di Isabella Vincentini, raccoglie 22 interviste
fatte al poeta milanese dal 1990 al 2007 e pubblicate su quotidiani e
riviste ormai introvabili. E' un libro importante per chi vuole
approfondire la poesia di uno dei maggiori poeti contemporanei. Questi
dialoghi offrono una chiave di accesso che nessuno studio critico può
offrire. Allegato al libro troviamo un DVD, con delle immagini inedite di
Milo De Angelis. Dura circa un'ora ed è diviso in tre tempi. Il primo,
girato da Viviana Nicodemo, si intitola Un nome della via e ci
conduce nei luoghi del poeta, nelle sue amate strade di periferia. Il
secondo è una breve parentesi francese e ci mostra De Angelis nell'inverno
del 1993, ospite della Maison des Ecrivains di Saint-Nazaire. Il terzo,
infine, è un dialogo con il poeta Stefano Massari, avvenuto all'inizio del
2006 nella casa milanese di via Bovisasca, dove ascoltiamo De Angelis che
legge i suoi testi e ci parla di alcuni dei suoi temi centrali.
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Domenica 7
Settembre
Ore 11:30
Paolo Lagazzi
presenta:
«Il
luogo magico dove nasce la poesia, unica grande consolazione condivisa da
entrambi. La casa del poeta ne è permeato dalla prima all’ultima
parola.»
Dalla Prefazione di Bernardo Bertolucci
Per ventiquattro anni, ogni estate, Paolo Lagazzi si è inerpicato lungo la
strada serpeggiante che da Parma conduce in su, verso Casarola e verso la
casa di Attilio Bertolucci: un grande edificio posto nella zona più alta e
scenografica del paese, quasi a dominare l’Appennino.
In quelle estati Lagazzi ha trovato nel poeta parmigiano un maestro e un
amico. Ha subito il fascino della sua selvatica pazienza. Ha condiviso con
lui la quiete della dimora e le vibrazioni della natura. Ha avvertito il
tremendo e l’«intatta ilarità d’infanzia». Ha visto come Bertolucci
potesse abitare nel corpo vivo del mondo e al tempo stesso nella verità
della poesia.
La casa del poeta, raccontando le parole e le stagioni, gli attimi
e gli anni, ci fa capire come la poesia possa irradiare una «luce vera»,
in grado di illuminare il nostro incerto cammino nel mondo.
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