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Da quando ti
ho incontrato ho ancora voglia
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di appendere
qualcosa ai muri,
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di risentirmi
in pace coi miei muri...
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Ma lungo il
gesto breve, nell’esatto
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modo di
sistemare le candele
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c’è già tutta
l’attesa del tuo sguardo
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e la
vertigine veloce di stagioni
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che
passeranno prima che tu veda.
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Anche così ci
si alza e si vive
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come
svuotando e riempiendo la casa
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non di sé ma
dell’arrivo di qualcuno...
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E dicono che
se ci sei anche tu
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sembro meno
nervosa…
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E’ che mi
togli i nervi e te ne vai.
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So solo che
la curva del tuo collo
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è il posto
più perfetto che ci sia
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per questa
fronte
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e se mi
abbracci è come entrare in casa
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sapendo che
non ci si può restare…
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Io sono
quella che di notte
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ascolta tutti
gli altri respirare,
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ho bisogno di
vegliare sulla casa
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di girare
frenetica su tutto…
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Ma il mio
momento è con i primi voli in fronte
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dopo tutte le
scale a piedi nudi
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una ringhiera
tra la notte e l’alba…
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Ci siamo io,
quell' uomo in bicicletta,
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gli urli
strani dell’estate e un po’ di freddo
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a portare
fino a qui la nostra ansia.
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Da piccola sbattevo le porte…
Quando sono diventata una che resta
seduta, che svuota le estati
a guardare la stanza dal balcone
per vedere se rientrando
neanche l’ultimo fantasma se n’è andato..?
Ho un nuovo cane che dorme di fianco,
ma tornano le stesse sere lunghe
le porte che sbattono addosso
senza la scossa accesa del fragore.
Bisogna avere la natura di chi resta
per saper tenere gli occhi sugli addii
che durano di più a farli da soli…
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Avrei voluto
rimanerti in testa
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come un
motivo che ti prende dal mattino
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o quelle
frasi celebri dei film
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che tornano
ogni volta, come un bene...
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Ti ho dato il
nome... mille te ne ho dati
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eppure non
accende le mie vene
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sapere che lo
porti, non mi sfama...
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Tu resti come
un segno lungo il muro
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che torna
fuori appena cade un quadro,
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rappreso tra
le pieghe delle mani...
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E forse ti
dovrò sempre portare
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nell'aria che
si alza dove passo...
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In ogni
corsa, ogni impennata della vita
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mi sei mancato e mi manchi
per anni.
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Nell' uscire verso il bar
delle mattine
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tutte le mattine uguali
dell'inverno
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cercarti, come un gioco
per sperare...
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Ad ogni cambio di
stagione, ad ogni svolta
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degli occhi e dell'età non
ti ho più perso...
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Ti tengo per l'estate
quando salgo
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nei miei golfi di buio e
quando torno
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di notte verso casa e fino
a quando
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non passo il punto esatto
in cui le ruote
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incrociano le mie con le
tue strade,
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finché c'è ancora modo di
incontrarti
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non è finito il giorno.
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