Perché la poesia è un gesto.
L’HOSPICE DI RIMINI
Il
termine Hospice deriva dal latino “hospitium”, che era il luogo in cui gli
uomini del Medioevo trovavano rifugio, ristoro, ricovero ed assistenza,
l’ambiente in cui si realizzava l’ “hospitalitas” ossia l’ospitalità.
L'Hospice nasce quindi come struttura residenziale votata all’assistenza,
allo stare vicino (ad-sistere), dedicata ad ammalati molto gravi che per
diversi motivi (sanitari e/o sociali) non possono restare nelle loro
abitazioni.
In
Hospice si realizza la filosofia delle cure palliative, cioè “la cura
globale, attiva, di quei pazienti la cui malattia non sia responsiva ai
trattamenti guaritivi”. Laddove non si può più guarire, ci si prende cura
della persona sofferente, facendosi carico dei bisogni non solo fisici
(primo tra tutti il dolore) ma, in una visione globale della persona,
anche psichici e spirituali. Questo progetto non può avvenire senza il
supporto alla famiglia e il coinvolgimento della stessa, che ha bisogno di
essere educata, sostenuta e confortata per poter essere d’aiuto al proprio
congiunto. La palliazione è dunque una nuova filosofia dell'assistenza che
ha come fine la cura globale alla persona sofferente, con lo scopo di
controllarne i sintomi per ridurne la sofferenza fisica e psichica e per
migliorarne la qualità di vita, garantendo a coloro che stanno vivendo uno
stato avanzato di malattia il diritto a una tutela della dignità
personale.
In
Emilia Romagna gli Hospice sono nati in seguito al Piano Sanitario
Regionale 1999-2001 e al programma speciale su “Cure Palliative e
assistenza nelle fasi terminali della vita”, che prevede l’istituzione
degli Hospice, al fine di adempiere all’attuazione dei processi di
ricovero in ambienti dedicati caratterizzati da specificità strutturali
(comfort alberghiero, assenza di barriere, spazi ricreativi, ecc.) e
organizzative (ruolo centrale dell’utente e del suo nucleo familiare,
integrazione interprofessionale) e da competenze professionali di
palliazione (gestione del dolore e dei sintomi, supporto ai bisogni
psicologici e sociali) mediante una modalità attenta a evitare accanimento
terapeutico.
In
seguito a questo programma, è nato l’Hospice di Rimini, attivo dal
novembre 2001 e primo luogo nella Regione a carattere Ospedaliero di
Unità Operativa per la Terapia Antalgica e Cure Palliative.
L’Unità Operativa di Terapia Antalgica e Cure Palliative dell’Ospedale
Infermi di Rimini, diretta dal Dott. William Raffaeli, è una struttura
operativa d’eccellenza, un polo di riferimento a livello nazionale:
garantisce il soddisfacimento del bisogno assistenziale in tutte le
condizioni in cui si renda necessaria l’intervento diagnostico-terapeutico
e la stabilizzazione clinica nei pazienti affetti da malattie in fase
avanzata e da sindromi dolorose complesse, con l’obiettivo primario di
garantire il diritto di non soffrire di un dolore inutile e di soddisfare
il bisogno di tutela della dignità personale dell’utente e dei familiari
durante l’iter di diagnosi e cura presso le strutture di ricovero.
Tale
Unità Operativa è allocata presso il Padiglione di via Ovidio in un corpo
distaccato dall’Ospedale Infermi che è caratterizzato dalla configurazione
aperta dei suoi spazi con ampi settori dedicati alla ospitalità degli
utenti e dei loro familiari e una spazialità adatta a interpretare lo
spirito di familiarità proprio delle cure palliative quale carattere
insito nel processo del prendersi cura.
Il
ricovero in Hospice ha la funzione di valutare e soddisfare i bisogni a
carattere:
1.
prevalentemente
sanitario: fasi di aggravamento/scompenso delle sintomatologie
(dolorosa e non); esecuzione di procedure diagnostiche con iter protetto;
gestione della fase avanzata sintomatica; gestione di stadi di criticità
acuta; gestione delle complicanze di terapie palliative
(chemioterapia/radioterapia); esecuzione di manovre invasive a scopo
antalgico o nutrizionale; contenimento dei ricoveri in settori ospedalieri
impropri
2.
prevalentemente
sociale: fase avanzata asintomatica non gestibile a domicilio per motivi
sociali; necessità di periodo di sollievo per la famiglia.
L’Hospice inoltre garantisce ai soggetti ricoverati l’attivazione di
procedure per la dimissione protetta, anche mediante la sperimentazione di
forme avanzate di gestione a distanza quale la Teleassistenza,
che
prevede telefonate programmate di supporto psicologico e di
monitorizzazione dello stato fisico.
L’Hospice
si pone anche gli obiettivi di sostenere la famiglia, attraverso un
progetto di supporto psicologico durante il percorso della malattia e per
l’elaborazione della fase di lutto, e di socializzare eventi con supporto
di diverse Associazioni di Volontariato, in particolare RQ-ISAL.
|