11 November 2016

Perché Bologna è così, una centrale di transito

Domani a Roma, nella sede di Perrone Editore si presenta l'antologia con Giorgio Ghiotti, Alessandro Brusa ed alcuni autori

Domani sabato 12 novembre alle ore 19 presso la sede di Giulio Perrone Editore in via Giovanni da Procida a Roma si presenta la non antologia Centrale di transito (AA.VV. - Giulio Perrone Editore, 2016) da un’indagine di Alessandro Brusa, Martina Campi e Valerio Grutt. 

 

Giorgio Ghiotti dialoga con l’editore e con Alessandro Brusa. Seguono gli interventi dei poeti magrittiani Francesca Del Moro, Rodolfo Cerlinogar, Eva Laudace e Ivonne Mussoni. Il mistero prende voce alla presenza degli autori surrealisti.

 

Dalla prefazione:

Se una notte d’inverno un viaggiatore o anche un pomeriggio d’estate un pazzo qualunque si aggirasse per le strade di Bologna, nei suoi vicoli, sotto gli infiniti portici o nei numerosi locali che ne segmentano il passo be’, ecco, questo immaginario viaggiatore non potrebbe non incappare in un reading di poesia, nella presentazione di un libro, in una riunione di poeti che organizzano un festival o nell’incontro di giovani studenti dediti al confronto e all’affronto poetico. Perché Bologna è così… e questo è innegabile.

In anni in cui a cicli, in ogni dove, si sente ripetere che la poesia è morta a volte anche solo per il gusto di scontrarsi con chi invece la dice viva, a Bologna, la poesia si fa. Ed è di questo che parla il nostro libro, parla della poesia che si fa a Bologna. 

 

*

 

Mi è sembrato di vederti

quella volta che il vento ha alzato

come una risata le tende della casa,

pareva la tua mano a fare luce

ma tu torni sempre e non rimani,

non sai nasconderti e giocare

dire che no, non sei mai uscito dalla porta.

Non è tuo il respiro della gente

ch’è felice, quel rumore di stoviglie

di vino nei bicchieri.

Il tuo è una ciurma che ride in mare aperto,

da quel punto il vento fa dolore,

fa dolore il cielo come una colpa che spaventa,

a dire che questo, anche questo essere soli

è sostanza universale.

E non è tua la fame, l’abbandono

non sono tuoi i diluvi,

gli sbagli, le cadute

ma sei ad ogni precipizio,

spalancato all’abisso delle facce stanche.

 

Se non puoi stringerle

aprile bene queste mani

che diventino nido, approdo, radici.

(Ivonne Mussoni)

Foto di Caterina Randi

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Eva Laudace