"ci giochiamo la faccia"
...Conosco poeti che appena aprono bocca fanno salire la pressione dell'aria, che creano un silenzio così denso, da dare l'impressione che tutti siano stati in apnea dalla prima all'ultima parola, o una coralità così forte, da creare una familiarità unanime con la loro lingua, poeti che hanno così tanta musica nei versi, che a guardare il pubblico mentre leggono, lo si vede ritto sulle sedie, in tensione, a battere il tempo con un piede senza accorgersene. E' così quando leggono, ma è così anche quando parlano, si vede che con la poesia si giocano molto di più di una recensione, rispondono a una vera e propria vocazione, e si giocano la faccia perchè si giocano il destino. Credo che nessun poeta pubblichi il proprio libro per narcisismo, nè per qualunque altra ragione umana che non sia qualcosa di simile alla "presunzione degli amanti": chi ama accoglie e cerca il senso nelle cose, vive così forte che ha l'impressione di avvicinarsi il più possibile al tutto pieno e al tutto vuoto, e mette una fede inesausta e antica nei gesti e nelle parole... Capita spesso che, agli occhi frettolosi degli altri, i racconti degli amanti appaiano con una sfumatura un po' buffa, come di quelli che credono di aver amato o sofferto in modo assolutamente speciale, inimitabile e nello stesso tempo tanto condivisibile, da sentire la necessità di farne partecipi tutti - e infatti, è davvero così - ed è proprio perchè è tanto condivisibile che in realtà ci sono passati tutti, che se ne può sorridere un poco, come si fa con ciò che in fondo ci piace e ci appartiene. Nell'inumana vocazione a scrivere e pubblicare un libro, c'è sempre anche una venatura di sana e umanissima "presunzione degli amanti", a dirci che quel libro è necessario al mondo, che la nostra verità, quella verità su cui ci siamo tanto stremati, è necessaria al di fuori di noi, speciale, inimitabile, condivisibile. Giochiamoci la faccia come fanno gli amanti, con quella presunzione fatta anche di umiltà, e chiediamo alle nostre parole, ed anche solo a questo libro, di provare ad essere decisivi, di provare ad essere una FESTA.
Si sa, alle feste è brutto andare a mani vuote... ognuno porta qualcosa, abbiamo chiesto di portare la poesia e la propria umanità, per questo , insieme alle poesie,m ognuno dei giovani autori in questo libro offre un'autopresentazione , che dica molto di più di una semplice lista di pubblicazioni, offra un punto di partenza per cominciare a giocare, ed ogni ospite in questo libro, come al festival, porta la sua visione, la sua attenzione, la sua grandezza, il suo tempo. Ai lettori chiediamo di portare la voglia, di offrire l'ascolto, di chiedere.
dall'introduzione di Isabella Leardini
voci dal parco
Martino BALDI, Roberta BERTOZZI, Davide BRULLO, Maria Grazia CALANDRONE, Claudio CALDARELLI, Simone CATTANEO, Tiziana CERA ROSCO, Filippo DAVOLI, Andrea DE ALBERTI, Andrea DI CONSOLI, Pietro FEDERICO, Sabrina FOSCHINI, Valentino FOSSATI, Giovanna FRENE, Francesco GABELLINI, Massimo GEZZI, Riccardo IELMINI, Federico ITALIANO, Gianfranco LAURETANO, Isabella LEARDINI, Franca MANCINELLI, Andrea MARGIOTTA, Jacopo MASI, Daniele MENCARELLI, Davide NOTA, Daniele PICCINI, Andrea PONSO, Jacopo RICCIARDI, Salvatore RITROVATO, Alessandro RIVALI, Flavio SANTI, Francesca SERRAGNOLI, Andrea TEMPORELLI, Italo TESTA, Paola TURRONI, Giovanni TUZET...
OSPITI:
Antonella ANEDDA, Ennio CAVALLI, Milo DE ANGELIS.
Gianni D'ELIA, Umberto FIORI, Franco LOI, Giancarlo MAJORINO,
Umberto PIERSANTI, Antonio RICCARDI, Davide RONDONI