11 November 2015

MEZZO SECOLO CON LA BIANCA EINAUDI

I grandi nomi del passato, l'intuizione geniale della copertina e un libro speciale con i poeti Einaudi di oggi

Non usare il telefono.

Le persone non sono mai pronte a rispondere. Usa la poesia.

Jack Kerouac

 

La collana Collezione di Poesia, meglio conosciuta come “la bianca” per il colore della sua copertina unica, è datata 1964. Nei primi anni si pubblicarono soprattutto traduzioni dal tedesco, dall’inglese, dal russo e dal francese, tutti rigorosamente col testo a fronte. Mentre per quanto riguarda i poeti italiani contemporanei, risaltano i nomi dei collaboratori della casa editrice, come: Franco Fortini, Sergio Solmi, Cesare Pavese, Giorgio Caproni e Angelo Maria Ripellino.

Ancora una volta si fa sentire la prorompente presenza poetica all’interno della casa editrice. Si passa poi ai grandi classici contemporanei e moderni di fama mondiale. Non sono esclusi i classici latini e greci, seppur meno frequenti. La collana spazia dai classici italiani senza limiti di tempo, ai giovani e nuovi poeti di diverse nazionalità. C’è posto anche per la poesia dialettale.

La raffinata veste grafica della collana, con la geniale idea di Giulio Einaudi dei versi su fondo bianco in copertina, è opera dei due famosi grafici Bruno Munari (1907 – 1998) e Max Huber (1919 – 1992).

Giulio Einaudi fu sempre un cultore del bello. Non si dedicò soltanto alla grafica delle copertine, ma anche al carattere con cui venivano stampati i testi, affinché i suoi libri fossero facilmente riconoscibili anche aperti. Prima di lui solo Arnoldo Mondadori. Einaudi commissionò il nuovo carattere ad un’azienda bolognese, la Simoncini, la quale per la produzione si appoggiò ad un’altra ditta tedesca, la fonderia Ludwig & Mayer di Francoforte. Ci vollero due anni per realizzare il ‘Garamond’, dal 1956 al 1958, e il risultato è quello che si conosce oggi.

Ciò che colpisce della bianca, è la spiazzante semplicità che catapulta immediatamente dentro il libro chiunque ci si imbatta inaspettatamente. In alto il nome dell’autore, seguito dal titolo posto in rilievo, successivamente il dati del traduttore e/o del curatore, il logo della casa editrice e poi, in poco meno di due terzi, i versi di una poesia. Il tutto rigorosamente sull’elegante contrasto di due colori: il bianco della copertina e il nero Garamond. E il messaggio al lettore, a volte distratto, è semplice come la grafica: qualcosa di interessante ti aspetta nelle prossime pagine. Sfogliale.

 

A settembre 2014 si sono celebrati i primi 50 anni della Collezione di Poesia, collana che con costanza pubblica circa 8 libri all’anno da mezzo secolo e che è giunta oggi al numero 434. La casa editrice, per l’anniversario d’oro, ha pensato di fare ai propri lettori un regalo speciale:

 

«Per celebrare il compleanno della Bianca, abbiamo pensato di chiedere una poesia inedita a tutti i poeti italiani che vi abbiano firmato almeno un volume. Aggiungendo anche due autori in procinto di pubblicare, è capitato che i poeti coinvolti siano cinquanta. Dunque «cinquanta poeti per cinquant’anni»…»

 

50 poesie inedite per 50 anni della collana, in un’edizione fuori commercio e a tiratura limitata (19500 in tutto le copie stampate) donato a chi avesse acquistato, nel periodo tra il 18 settembre e il 18 ottobre, due libri a scelta della stessa collezione. Non è stato dato ai poeti partecipanti un tema fisso, ognuno ha espresso la propria personalità, in occasione di questa importante ricorrenza, libero da restrizioni. Tra i poeti – tutti rigorosamente italiani – si ricordano: Valerio Magrelli, Carlo Villa, Tiziano Scarpa, Gabriella Leto ed Elisa Biagini.

La promozione ha dato i risultati sperati, raggiungendo una buona diffusione delle copie omaggio, triplicando il suo valore e il reale scopo culturale del laboratorio Einaudi: 

“dare poesia agli uomini”.

Condividi su
Adriana Mazzotti