10 November 2016

La città esiste sullo specchio del bagno

Antonio Nazzaro ci fa leggere la giovane poetessa argentina Paula Giglio

Paula Giglio nasce nel 1988 in Argentina. E’ laureata in Filosofia presso l’Università Nazionale di Cordoba. Ha vinto premi per racconti brevi e ricevuto una menzione speciale all’VII Certamen Internacional de Poesía, a Montevideo nel 2011. E’ stata selezionata per l’ Antología de Poesía y Narrativa (Línea Abierta Editores 2003 y 2004) e ha pubblicato sulla rivista annuale di Filosofia “Lektón” della UNC (2009). Ha partecipato, nel 2012 all’evento “Imagen, Poesía y Música” nella Galería de Arte del Paseo del Buen Pastor nella sezione dedicata alla poesia. Ha pubblicato due libri di poesie uno nel 2012 intitolato “Ella, naturaleza” (Babel Editorial), l’altro quest’anno, “En el cuerpo” (Ed. Del Dock)

 

 

 

La città esiste sullo specchio del bagno

e tu tappi la luna con lo spazzolino da denti.

Notte senza sorriso del gatto di Cheshire;

buio muto. Esco sul balcone; fumo

per non stare sola.

Il tuo interiore ignora quello che succede fuori.

 

*

La ciudad existe en el espejo del baño

y vos tapás la luna con el cepillo de dientes.

Noche sin sonrisa del gato de Cheshire;

oscuridad muda.

Yo salgo al balcón; fumo

para no estar sola.

Tu interior ignora lo que pasa afuera.

 

*

 

Mi guardo nello specchio del tuo bagno

quando mi sento morta

 

Allora, sono un spirito di clorofilla

e dalle mie spalle pendono lunghi petali violacei

Le mie pupille esplodono di tanto polline

Odoro ad appena nata

ad appena innaffiata

 

Apro la porta con le mie mani di legno

e sei lì:

 

Steso sul letto

a mettere radici

tutto di corteccia

a prodigare semi

 

*

 

Me miro en el espejo de tu baño

cuando me siento muerta

 

Entonces, soy espíritu de clorofila

y de mis hombros cuelgan largos pétalos violáceos

Mis pupilas revientan de tanto polen

Huelo a recién nacida

a recién regada

 

Abro la puerta con mis manos de madera

y ahí estás:

 

Tirado sobre la cama

echando raíces

todo de corteza

prodigando semillas

 

*

 

Non abbraccio la tua schiena;

circondo una schiena qualsiasi

che non mi appartiene.

Tu, dormi sul fianco,

il respiro esce dalle tue scapole.

Messaggio chiaro: la muraglia non si attraversa

 

*

 

No abrazo tu espalda;

rodeo una espalda cualquiera

que no me pertenece.

Vos, durmiendo de costado,

la respiración sale por tus omóplatos.

Mensaje claro: la muralla no se cruza

 

*

 

Restare supina

di faccia al ventilatore

perché non cadano le lacrime:

così trascorre l’estate.

Ti ho detto che avevo paura

di fissare la tristezza nello sguardo.

 

*

 

Permanecer boca arriba

de cara al ventilador

para que no caigan las lágrimas:

así transcurre el verano.

Te dije que tenía miedo

de grabarme la tristeza en la mirada.

 

*

 

Siamo goffi al buio

un solo movimento e bum!,

il tuo bacio freddo al gusto di sigaretta:

chi ti fa ricordare?

Attento con il posacenere di vetro.

Un volta mi sono spenta la sigaretta sulla pelle,

è stato senza volere.

Che fare quando il cuore è grande

però è anche grande la paura?

Le tenda nella penombra

immediatamente si carica di un significato orribile.

Va bene, ho acceso la luce,

guerra di cuscini

 

*

 

Somos torpes en la oscuridad.

Un solo movimiento y ¡bum!,

tu beso frío con gusto a cigarrillo:

¿a quién te hace acordar?

Cuidado con el cenicero de vidrio.

Una vez me apagué el cigarrillo en la piel,

fue sin querer.

¿Qué hacer cuando el corazón es grande

pero también es grande el miedo?

La cortina en penumbras

enseguida se carga de significado horrible.

Ya está, prendé la luz,

guerra de almohada

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Antonio Nazzaro