30 March 2017

Il sesto finalista è Damiano Sinfonico

E' il finalista votato collettivamente dalla giuria junior, domani sveleremo l'ultimo nome

Ho scritto queste poesie quasi interamente in una città straniera. Nello sradicamento diventano più pressanti le domande intorno alla propria identità, che si ridispone collocando tessere diverse: nuovi paesaggi, nuovi ricordi, nuove parole. Da questo crogiolo è nato il puzzle “Lingualuce”: ho sagomato ogni pezzo approfondendo la mia ricerca identitaria e linguistica, e l’una è inscindibile dall’altra. Il titolo della raccolta è un omaggio alla lingua – qualunque essa sia –, perché è la lente più preziosa che abbiamo.

 

DAMIANO SINFONICO

da Lingualuce

 

Fuori dal loro ambiente, le persone cambiano 

come la professoressa ora in pensione. 

Siamo stati colleghi per breve tempo, 

ero supplente 

lei aveva l’aria di essere esperta 

composta, serena. 

Di recente l’ho vista su un autobus. 

Aveva un altro aspetto 

i capelli scompigliati, meno neri 

sbottando con il marito 

schiacciata da una grigia stanchezza. 

Nel giro di pochi anni, come si cambia 

ma qualcosa le è rimasto 

la stessa cordicella degli occhiali 

uno spicchio di grazia. 

 

*

 

Nuvole e acqua hanno fatto il loro lavoro. 

Nessuna goccia cade dagli archi 

nell’aria rinfrescata si rincorrono le rondini 

si allarga da un capo all’altro  

lo stesso cielo chiaro  

di quando i bizantini si innamoravano. 

 

*

 

Mi hai detto davanti alla vetrina di orologi:  

è strano, nessuno batte l’ora giusta.  

Abbiamo ignorato i passanti 

le campane, il rintocco della  torre medievale 

la vasta fragranza di una pasticceria 

le ombre sul cristallo 

le lenzuola sporche dell’albergo 

le rotazioni della Terra 

ogni anniversario. 

Abbiamo soffiato sugli anni come schiuma 

e siamo passati alla vetrina successiva. 

 

*

 

Nelle biblioteche di provincia 

la voce roca e cicalante 

che da dietro uno scaffale 

t’impiglia nel suo giro di spola 

fra le chiacchiere quotidiane 

fa mostra di tutta la polvere, l’opaco 

che s’incrosta sulla lingualuce. 

 

Damiano Sinfonico (Genova, 1987) ha conseguito un dottorato in letteratura italiana e attualmente insegna italiano all’Università di Granada. Ha pubblicato un libro di poesie: Storie, prefazione di Massimo Gezzi, L’arcolaio, Forlì 2015 (finalista al Premio Castello di Villalta Poesia Giovani e, per la sezione opera prima, ai premi Elena Violani Landi, Camaiore, Solstizio). Sue poesie sono apparse in diverse pubblicazioni online e cartacee. È redattore di “Nuova Corrente” e collabora con il blog “La Balena Bianca”. 

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