30 October 2015

Il destino fossile a cui tornare

Oggi da "Post '900 Lirici e narrativi" vi facciamo leggere tre poesie di Agostino Cornali

Tutti i sentimenti più feriali, minimi e comuni, in questa poesia vengono accolti nella grande storia dell’umanità, presi come sintomi di un cammino che, anonimo e lungo traiettorie invisibili, ha portato l’uomo a costruire torri, dighe, serbatoi, mura. Le grandi imprese che vincono il tempo sono messe implicitamente a confronto con i minimi e anonimi moti dell’animo; sono infine ad essi ricondotti e in essi fatti sparire, poiché sia più nudo il movente profondo che guida la scrittura in questa ricognizione

 

dall'introdizione di Tommaso Di Dio

da Post '900 Lirici e narrativi – a cura di Matteo Fantuzzi e Isabella Leardini (Ladolfi, 2015)

 

 

 

 

                                        Chieve

 

 

È il respiro del drago Tarantasio

che fa tremare le persiane

nelle notti di febbraio

e sulle barche che solcano il lago

i nostri antenati longobardi

si alzano in piedi, tremanti sulle prue,

le spade e gli scramasax in mano

guardano la testa crestata del mostro

che emerge lentamente dalle acque,

i suoi occhi accesi nella nebbia

le fauci spalancate

e allora divampa

il fuoco sulle torri

dei castelli di pianura

e il pianto dei bambini risuona sulle coste

da Fara Gera d’Adda ad Acquanegra.

Mi consola ricordare

che è soltanto un’antica leggenda,

che quel mostro, se è esistito,

è stato ucciso

e un suo osso gigantesco

pende dal soffitto

della chiesa di Sombreno.

di quel lago maledetto

che dà il nome alla tua via

è rimasta una piccola pozza

che non riesce ad asciugare

in un campo di frumento.

Ma tu, nel sonno, continui a tossire.

 

 

 

 

*

 

 

                                       Gromo

 

I ruscelli sulle strade di Prenzera

intasano i tombini

fanno mulinelli, bolle

cingono d’assedio

le case di vacanza.

 

Nei giorni di pioggia

rinasce il desiderio

di vivere insieme, crescere

riposare sul greto dei torrenti

 

tornare al nostro destino

fossile, corallino

 

essere conchiglie

bivalvi incastonate

nell’arenaria

delle cattedrali.

 

 

 

*

 

 

 

                                             Mozzanica

 

 

 

Ogni venerdì pomeriggio di vent’anni fa

mio padre guidava sul fondo del lago,

attraversava questi luoghi prosciugati

 

in ogni paese scendeva dall’auto

ed entrava nei bar

nelle farmacie, negli uffici postali

fermava persino i passanti in bicicletta

 

chiedeva a tutti del mostro,

voleva la certezza

che il drago fosse morto

 

un giorno incontrò quest’uomo

mezzo addormentato sotto il campanile

che adesso a ogni ora del giorno

con gli occhi semichiusi

osserva le auto che risalgono la strada

 

forse gli parlò anche di me

perché quando rallento per fare la curva

quest’uomo che mi aspetta da vent’anni

mi fissa, mi riconosce

 

un sussulto scuote

il suo torpore d’annegato.

 

 

 

 

Agostino Cornali è nato a Milano nel 1983 e dall’età di sei anni vive a Bergamo. È laureato in lettere antiche ed è docente di Lettere e di Storia nelle scuole secondarie supe- riori. alcuni suoi testi sono apparsi su riviste cartacee e in rete, tra cui sul n. 76 (dicembre 2014) di «atelier». Nel 2011 ha pubblicato la raccolta Questo spazio può essere nostro per “Lietocolle”.

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