19 January 2017

Il Bello scaturisce dal Bello

I ragazzi di Terracina hanno letto Le acque della mente e incontrano Rosita Copioli

Eppure,

non togliere la vita a chi possiede

soltanto il suo respiro –

le cose piccole e mute,

che ci guardano con coraggio,

che ci guardano miti.

In ricordo della nostra separazione

corre come un pianto

un sogno del lutto.

Cos’è questa energia che ci prende

e ci lascia –

Cos’è questo soffio…

 
Rosita Copioli "Le acque della mente" (Mondadori)
 

Oggi alle ore 14 nell'Aula Magna del Liceo “Leonardo da Vinci” di Terracina (LT) ha inizio la quarta edizione degli Incontri con la poesia contemporanea - L'albero della poesia, che ha come primo ospite d'onore Rosita Copioli, con Le acque della mente, Mondadori, 2016.

Gli studenti, che si sono proposti spontaneamente per dialogare con lei, hanno prima dialogato con il suo libro, leggendolo e rileggendolo in un serrato corpo a corpo, in seminari propedeutici. Hanno concluso: che non solo ogni singolo componimento è Poesia, ma anche la struttura spaziale che esso crea nella sua interezza - con le sezioni in cui il libro è suddiviso e che ha il suo vertice nella sezione Gli spazi della della mente, che suggerisce al lettore l'immagine dell'infinito nel finito, una delle tante forme del Bello – è Poesia.  Tante sono le ekphrasis di questa sezione, le descrizioni di opere d'arte, come Mitra a Santa Maria Capua Vetere, o Piero della Francesca, La Madonna del parto. In questa parte dell'opera, il Bello scaturisce dal Bello, come il vino dalla vigna, ma non dall'imitazione. Qui, le immagini - pur descritte in modo magistrale da critico d'arte  - non si limitano a far vedere l'opera d'arte al lettore con gli occhi della mente, ma - grazie a squarci lirici potenti – lasciano emergere un significato ontologico, che, sebbene talvolta in modo enigmatico e onirico, lasciano nel lettore “la gioia dell'emersione”.

Sandra Di Vito

Foto di Flavio Marchetti

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