2 March 2016

Chi c'è sotto l'ombrello rosso

Il libro della finalista del Premio Rimini 2014 Sarah Tardino, recensito dalla finalista 2015 Federica Volpe

Sarah Tardino, finalista della prima edizione del Premio Rimini e pubblicata da Raffaelli Editore con il suo L'ombrello rosso (2014), ha raccolto in questa silloge dei testi che, nonostante ci appaiano molto diversi tra loro, sembrano avere un filo conduttore che li lega a nodo stretto.

Infatti è come se Sarah si appellasse a diverse mitologie e periodi storici, andando così alla riscoperta della sua storia personale e della storia del mondo, creando però una forte connessione con il presente. La mitologia e la storia classiche (“[...] era Ermes / così bonario tra gli dei da fare a piedi le scale”; “Ho visto Ecuba coi gambaletti / velatissimi tagliarmi la strada, / qualcuno ha seminato stelle nell'edema”), i riferimenti biblici (troviamo poesie intitolate Sarah, Agar, Betsabea, Rachele, Lia, Ruth), la storia familiare dell'autrice (“Mio nonno aveva una barca, si chiamava Dio è grande”; “Io faccio il caffè / con la caffettiera di alluminio di mia nonna / che lo voleva lungo a farle compagnia / quando scoppiava la guerra”), il legame alla sua terra (la presenza di poesie in dialetto siciliano) dimostrano questo legame col passato, che si lega però sempre ad un linguaggio estremamente quotidiano e colloquiale, quasi da poter sembrare impoetico ad un primo sguardo.

La poesia però non manca di affondi che ci straniscono, proprio perché la stranezza delle connessioni che la Tardino trova all'interno del mondo che ci circonda riesce a volte a stordirci, a scuotere il nostro reale. “Dove lo avete messo il respiro? / Apritemi le finestre su una piazza / me lo avete nascosto nei flaconi / fosforescenti delle vene?”. Questo è solo un esempio di immagine straniante che possiamo trovare nella poesia di Sarah, che usa la parola per darci una scossa visiva, come già è una scossa visiva l'ombrello rosso che troneggia sulla copertina del libro, a incuriosirci e depistarci. 

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Federica Volpe