14 May 2017

A Bianca, e anche alle Altre…

Gabriella Sica ci parla del libro di Bianca Sorrentino e delle ragazze audaci e imperdonabili del mito e di oggi

Cara Bianca, già ti ho scritto della grazia lieve adoperata per il tuo primo, piccolo e prezioso libretto, Mito classico e poeti del ’900. Testi e antologia poetica (Stilo Editrice, 2016), come se avessi fuso e lavorato metalli diversi realizzando anellini simili che hai allineato in un elegante astuccio: ognuno è una poesia con il tuo commento breve e pulito. Ti confesso che sono stata per un po’ anche restia a un apprezzamento pieno, con qualche dubbio. Tutto troppo facile, troppo semplice, forse scontato tra i tanti lettori del mito. Invece hai allestito un piccolo libro con gli strumenti sottili ed essenziali dell’oreficeria. Ognuno incentrato su una figura del mito greco e latino, come ce le hanno tramandate i testi “sacri” dell’antichità. Dei ed eroi, uomini e donne del nostro passato non li hai abbandonati soli su una quinta teatrale retorica o rumorosa o nebbiosa, ma li hai seguiti con attenzione e cura nelle vie, nelle piazze e fin dentro le case moderne di un Novecento già globale, senza muri. Stupefacente l’agilità e l’accortezza dispiegate nel ritessere per noi che ti leggiamo sventure e destini antichi e sempre nuovi del nostro tempo attraverso la voce dei grandi poeti. Non ti sei imbarcata in trattazioni accademiche o pedisseque. Infatti sei andata a scovare le diverse cristallizzazioni del mito nelle singole poesie (che hai anche tradotto quando necessario), e a ognuna hai dedicato un breve capitolo in cui ne hai accennato i tratti fondamentali. Questa è la novità, accostare una poesia a un commento. Sono trenta capitoletti, se non sbaglio, per trenta poesie. Ti sei fatta aiutare dalla poesia, sei stata servizievole, compunta e attenta. Ti ha molto aiutato forse il tuo soggiorno in Irlanda, l’incontro con la cultura inglese e con testi che, credo, ti abbiano agevolmente aperto la via, come quello di Nina Kossman (God and Mortals. Modern Poems on Classical Myths), che Rosita Copioli cita nella prefazione, lei che da par suo e da tanto ci parla di miti. E Isabella Leardini che, fedele alla sua vocazione, ti ha generosamente presentato prima nel sito di “Parco poesia” e poi anche qui su carta.

Tutta sorriso e cura, Bianca, piena di giovinezza, che non disdegni i toni modulati della musica e quella particolare elegante intonazione che risuona da una riga all’altra del libro, da una pagina all’altra. Sono tessiture pazienti e appassionate quelle che ordisci, senza sbavature e oltranze, con precisione e passione, che ti consentono di riproporre miti antichi e sempre moderni. Non si poteva immaginare un’idea più bella per unire passato e futuro, e restituire vigore ed energia a figure mitiche che vivono nei nostri giorni e camminano per le nostre strade, o per le strade della poesia novecentesca, che è poi il medesimo andare.

In fondo la terra del mito è una terra di crudeltà e dolore, allo stesso modo delle fiabe. Ci ricordi che qua e là per il terreno sconnesso del mondo continuano a fiorire passioni e sventure di uomini e donne, di un tempo lontano e di oggi, sempre terribilmente terreni e moderni. Anche tu sei innamorata dell’antico, come altre ragazze che ho conosciuto da poco, come Eleonora Rimolo con la sua “temeraria” poesia e Lucia Dell’Aia con i suoi trepidanti studi. Sì, davvero: “tre ragazze intorno al cuore / mi sono da un po’ venute / innamorate dell’antico”. Per coincidenza magica e per chiarezza di spirito. 

Di solito, quando posso, le ragazze le seguo a distanza con trepidazione, in quell’arco luminoso che secondo me si leva nei loro corpi tra i venti-venticinque e i trentacinque anni e un po’ di più. Dopo saranno e a lungo splendide donne. Ma ogni fanciulla vive in attesa di quel passaggio fondante dalla casa del padre e della sua prima famiglia a un’altra famiglia, a una vita nuova e sconosciuta. Sono ragazze audaci e imperdonabili. Ne ravviso gli inconfondibili tratti. La strada è tortuosa e accidentata (per me lo è stata) e già nel mito ci sono gli imprevisti, i rischi e tutte le rovine in agguato. Ci sono Ifigenia sacrificata dal padre, Elettra innamorata del padre e ostile alla madre, Euridice che scompare all’ombra di Orfeo, Proserpina con il suo dialogo dominante con la Morte e Antigone disobbediente alle leggi dello Stato e seguace del destino del fratello morto. Figure tormentate di ragazze che appaiono tutte nel tuo libro. E allora questo tuo affettuoso scrutare il passato ha un valore oroscopico, come a voler immaginare te stessa, per ora nella forma della bilancia che oscilla senza trovare fermezza. Ci vuole un certo tempo perché l’ago riesca a rimanere in equilibrio e possa poi scoccare la freccia che alimenti la tua vita e per la quale faccio tanti tanti auguri a te, Bianca, a Eleonora e a Lucia. 

Una vostra lettrice, Gabriella Sica

 

Nell'immagine Gabriella Sica in una foto di Dino Ignani

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Gabriella Sica