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CASTEL SISMONDO RIMINI
Nel cuore del centro storico di Rimini,
Castel Sismondo si trova a pochi passi da Piazza Cavour e si raggiunge
facilmente a piedi dalla Stazione Ferroviaria di Rimini o dalla zona
mare, scendendo al capolinea della linea 11.
Un ampio parcheggio antistante il castello
rende il luogo estremamente facile da raggiungere in auto
- Per prenotare un hotel è possibile
usufruire
- del servizio Rimini Reservation

- Tel 0541 53399
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Il Castel Sismondo di Rimini prende il
proprio nome dal suo ideatore e costruttore, Sigismondo Pandolfo
Malatesta, signore
di Rimini e Fano. L'odierna struttura rimasta non rappresenta altro che
il nucleo centrale del castello, che era originariamente
difeso da un ulteriore giro di
mura e da un fossato. I lavori iniziarono nel maggio del 1437 e durarono
circa 15 anni. Il castello, col Tempio Malatestiano, furono i due
principali interventi voluti
da Pandolfo sulla città, realizzati senza seguire un progetto
urbanistico unitario, ma dettati semmai dalla volontà di dominare
l'abitato quali segni architettonici inequivocabili del potere. La
struttura venne costruita sopra le vecchie case di famiglia e
smantellando un tratto delle mura urbiche. Essa si innalzava dominando
l'antico borgo cittadino con sei torri, oggi mozze. Nel 1821 il castello
venne adibito a caserma dei carabinieri; nel 1826 vennero demolite le
mura esterne e colmato il fossato.
Dopo un lungo periodo di decadenza, il castello è stato ceduto per
trenta anni, dal Comune che ne è proprietario, alla Fondazione Cassa di
Risparmio di Rimini, che ha completato il restauro dotando il maniero di
tutti gli impianti tecnologici (sicurezza e controllo microclimatico)
necessari ad ospitare mostre a tema a partire dal 2000.
La
grande conoscenza del Malatesta dell'arte militare del tempo e delle
nuove artiglierie, permise la commissione di una struttura fortificata
alla moderna, capace cioè di resistere alla forza distruttrice delle
armi da fuoco. Le cortine infatti, sono molto più robuste del solito e
gli stessi grandi torrioni quadrangolari accoglievano al loro interno un
cannone in bronzo ciascuno. Nonostante la sua posizione quasi esterna
alla città, il Castello non presenta torri difensive rivolte verso
l'esterno; le uniche presenti sono tutte rivolte verso la città. Questa
particolarità ci permette di comprendere come non fossero rare rivolte
cittadine al signore. Verso la città è rivolta anche la porta, che
presenta, al di sopra dell'arco di entrata, il simbolo araldico
malatestiano, ovvero l'elmo con cimiero a forma di elefante. Ai lati di
questa figura vediamo scritto per intero il nome Sigismondo Pandolfo,
scritto in caratteri gotici. Questo goticismo stilistico ci riporta
all'ambiente di Venezia, città che rimase sempre legata al Malatesta,
essendo capitano di ventura delle truppe della Serenissima. La parte
centrale del Castello era adibita
ad abitazione del principe. Qui vi erano le stanze più belle, adorne di
arazzi e tende, di tavole ed affreschi, e qui si tenevano le tante feste
di corte. Le mattonelle in maiolica poste a ridosso dei piedi dei
torrioni danno un'idea della policromia presente nel castello. Un'idea
dell'aspetto originale della costruzione si può farsela osservando il
clipeo presente nel dipinto su tavola di Piero della Francesca, che
rappresenta Sigismondo Malatesta in ginocchio di fronte a San
Sigismondo. |